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Dentrifûr: musiche ch'o eri, musiche ch'o soi

Arta Terme - Piano d'Arta
Teatro Parrocchiale
03 / 08
Martedì 3 Agosto 2010 - Ore 20:45

Elsa Martin voce e Percussioni
Marco Bianchi chitarra acustica e semiacustica
Luigi Vitale vibrafono
Mario Cogno cotrabbasso
Emanuel Donadelli batteria e percussioni

 

Sonorità del Friuli dall’Antichità alla Contemporaneità

 

“Quando il canto e la vocalità sono metafora del vissuto umano, dei sentimenti e degli stati d’animo più profondi, che spesso solo la propria lingua d’origine è in grado di tradurre”...

 

Questa è la motivazione che guida il progetto musicale dei due esecutori: la volontà cioè di immergersi nelle sonorità antiche e più recenti di un patrimonio musicale, quello friulano, da cui deriviamo e di cui sentiamo forti le influenze.

 

L’intento di questo progetto, è il ripercorrere da un punto di vista storico e tematico alcune delle tappe salienti del canto popolare friulano, dal 1500 fino ali giorni nostri, dipingendone le caratteristiche musicali rilevanti e offrendone una rilettura musicale ed interpretativa, che si mantenga però fedele all’originale, non snaturandone l’essenza.

 

Accanto a questo percorso musicale, la proposta di brani inediti, in lingua friulana e italiana, tesi a offrire continuità a quanto reinterpretato e volti a stabilire un contatto con la tradizione ed una prosecuzione della stessa, che utilizzi linguaggi attuali, ma forti della derivazione e radici musicali originari.

 

Il progetto acquista energia e fascino ulteriori durante l’esecuzione in gruppo, grazie all’utilizzo di sonorità evocative, che fluiscono dal timbro del clarinetto assieme a quello del violino; accanto a ciò l’incalzare ritmico, il suono quasi archetipico dei tamburi e delle percussioni, richiamano fortemente all’origine dei motivi proposti. Collante di tutto lo spirito improvvisativo che costituisce la matrice di brani di assoluta derivazione orale, accanto a innovazione e ricerca, ma mai snaturamento di ciò che era all’origine.

Teatro Parrocchiale

Piano d'Arta, situata a 560 m s.l.m., è centro di villeggiatura estivo, in funzione soprattutto agli impianti termali del capoluogo Arta. 

Ad Arta Terme soggiornò anche Giosuè Carducci che ispirandosi proprio alla Carnia scrisse diverse poesie tra cui la celebre "Il comune rustico" (1885).

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