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Giuliano Carmignola – Yasuyo Yano

Cercivento
Pieve di San Martino
04 / 08
Giovedì 4 Agosto 2005 - Ore 20.30

Le Sonate di Wolfgang Amadeus Mozart

Giuliano Carmignola violino
Yasuyo Yano fortepiano

 

W.A. Mozart
Sonata in sol maggiore KV 301
Sonata in si maggiore KV 378

 Sonata in mi minore KV 304

Sonata in la maggiore KV 526

La carriera di Giuliano Carmignola, dedicata in parti eguali al violino barocco e a quello moderno, è incominciata con la vittoria ai Premi “Città di Vittorio Veneto” nel 1971 e al Concorso “Paganini” a Genova nel 1973. Da allora ha suonato con tutte le più importanti orchestre europee, con direttori quali C. Abbado, G. Gavazzeni, E. Inbal, P. Maag e G. Sinopoli e anche come solista dei Virtuosi di Roma.

Dal 1999 insegna alla Hochschule di Lucerna ed è anche docente ai corsi dell’Accademia Chigiana. Prende regolarmente parte ai Festival di Musica Barocca in tutta Europa, e in particolare a Bruges, Lucerna, Vienna, Bruxelles, Salisburgo e Barcellona. Numerosi i recital in collaborazione con B. Canino, Y. Yano, A. Lucchesini, M. Brunello, B. Giuranna e D. Rossi.

Per il repertorio barocco suona un intatto violino italiano del diciassettesimo secolo, mentre per il repertorio di epoca successiva usa un violino Pietro Guarneri del 1733.

Yasuyo Yano, diplomata nella sua città, ha quindi frequentato i corsi di perfezionamento di J. Rouvier e Dan Thai Son. Nel 1991 ha ottenuto una borsa di studio dal Governo Italiano per diplomarsi, nel 1993, al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Nel 1994 ha studiato musica da camera, direzione d’orchestra e clavicembalo presso il Conservatorio di Lucerna. Dal 1996 è insegnante e collaboratrice pianistica alla Musikhochschule di Lucerna. Svolge intensa attività artistica in Giappone e in Europa. È collaboratrice pianistica della classe di violino di G. Carmignola presso l’Accademia Musicale Chigiana.

Pieve di San Martino

Si tratta di un edificio settecentesco affiancato da un campanile cuspidato con sagomature nella torre. In seguito al terremoto del 1976 è stato ristrutturato con interventi radicali che ne hanno in parte mutato il precedente aspetto. Tra le opere d'arte più significative presenti nella pieve, sull'altare maggiore (scolpito nel 1749 dal gemonese Sebastiano Pischiutti) troviamo due statue di pregevole fattura, raffiguranti San Giovanni Battista e San Filippo Neri (trasformato in San Martino con l'espediente di mitria e pastorale posticci), firmate dallo scultore veneziano Francesco Bonazza (1729-1770) e comperate a Venezia. Il pulpito settecentesco fu invece indorato nel 1726 da Girolamo Agnese. Oltre alle sculture di Cristo e degli Evangelisti, scolpite con mano sicura e capace, vanno apprezzate le originali decorazioni (a forma di foglie e grappoli d'uva) che hanno quasi la funzione di colonne divisorie fra i vari riquadri. Si noti inoltre la secentesca tela con i Santi Rocco, Leonardo, Gottardo e Sebastiano e, in alto, la "Madonna con Bambino tra nubi"; troviamo inoltre un grazioso quadretto ex voto del 1655 con la Madonna della Cintura e una tela raffigurante il transito di San Giuseppe. Spicca, inoltre, l’organo antico di Angelo Morassi con 27 canne disposte a cuspide con ali convergenti.

 

Fotografia di Ulderica Da Pozzo

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