Il concerto traccia un raffinato itinerario nella letteratura cameristica austro-tedesca, mettendo in luce l’evoluzione del dialogo tra violino e pianoforte dal primo Beethoven alla piena maturità brahmsiana. La Sonata op. 12 n. 1 di Beethoven, ancora permeata dall’eredità haydniana e mozartiana, manifesta già quella tensione dinamica e quella concezione concertante che porteranno il compositore a ridefinire profondamente il genere della sonata.
Con la Sonata op. 100 Brahms approda invece a una dimensione di lirismo rarefatto e contemplativo. Composta durante il soggiorno estivo sul lago di Thun nel 1886, a partitura dispiega una trama sonora di grande morbidezza timbrica, nella quale violino e pianoforte si fondono in un continuo fluire melodico, sorretto da una scrittura armonica densa e sofisticata. A suggellare il programma è lo Scherzo dalla Sonata FAE, omaggio collettivo a Joseph Joachim: una pagina di impetuosa vitalità ritmica e di acceso virtuosismo, emblema del fervore romantico brahmsiano.
Chiesa di San Biagio
Dalla struttura molto semplice, risale all’inizio del XVI secolo, il portico al XVIII secolo. Sulla sommità della facciata è presente un campanile barocco. Il coro è decorato da alcuni affreschi, in particolare sulla volta son raffigurati i Padri della Chiesa. Custodisce all’interno un capolavoro assolutamente degno di nota: si tratta del maestoso Flùgelaltar (altare a sportelli) realizzato da Michael Parth e bottega da Brunico, risalente al 1536. Nello scrigno centrale le tre figure di S. Biagio, della Madonna col bambino e di S. Floriano.
Fotografia di Ulderica Da Pozzo