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Mario Brunello

Zuglio
Pieve di San Pietro in Carnia
12 / 08
Venerdì 12 Agosto 2005 - Ore 20.30

Mario Brunello violoncello
 

J.S. Bach
Suite n. 1 BWV 1007
Preludio, Allemanda, Corrente, Sarabanda,
Minuetto I e II, Giga

G. Crumb
Sonata (1955)
Fantasia, tema pastorale con variazioni, Toccata

P. Sculthorpe
Requiem (1979)
Introito, Kyrie, Qui Mariam, Lacrimosa, Libera me, Lux aeterna

G. Colombi 
Ciaccona a basso solo

L. Dallapiccola
Ciaccona, Intermezzo e Adagio (1945)

G. Sollima
Concerto Rotondo (2000)

Mario Brunello si è diplomato a Venezia nel 1982 con A. Vendramelli, proseguendo poi il perfezionamento con Antonio Janigro.

Percorre le tappe della carriera in orchestra, dapprima con La Fenice di Venezia e poi come primo violoncello dell’Orchestra della Scala.

L’anno di svolta è il 1986 quando partecipa al Concorso Internazionale Tchaikovsky e lo vince, primo italiano nella storia del concorso, ritirando il primo premio assoluto.

Da allora suona con tutte le più grandi orchestre nei centri più importanti del mondo con direttori tra i quali C. M. Giulini, V. Gergiev, R. Muti, S. Ozawa, Z. Mehta.

Prosegue con uguale passione la sua attività di musica da camera collaborando con solisti come F. P. Zimmermann, A. Lucchesini, G. Kremer, S. Accardo.

Nel 1994 fonda l’Orchestra d’Archi Italiana.

È docente dei corsi estivi di perfezionamento dell’Accademia Chigiana ed è stato nominato, tra i più giovani, Accademico di Santa Cecilia.

Nel 2002 è stato direttore musicale dell’Orchestra di Padova e del Veneto.

Pieve di San Pietro in Carnia

Fondato pochi decenni prima di Cristo lungo la riva destra del torrente Bût, Zuglio, il cui nome in origine era Iulium Carnicum, è un antico centro romano nato molto probabilmente durante il proconsolato di Giulio Cesare (58-49 a.C.). Di mirabile bellezza la Pieve matrice di San Pietro, la cui configurazione gotica attualmente esistente, ad un’unica navata e tre altari, fu voluta nel 1312 dal patriarca di Aquileia.

Al suo interno troviamo l’ancona lignea di Sant’Antonio Abate, in stile rinascimentale, racchiusa in due incorniciature barocche e attribuita a Gian Domenico Dall’Occhio e la pala dell’altare maggiore di Domenico da Tolmezzo. Il Cristo ligneo del 1550, situato nell’architrave dell’arco principale, misura quasi due metri di altezza ed è opera di bottega nordica. All’esterno, il portico ha subito dei rimaneggiamenti, ma sopravvive la bifora romanica. Il pianoro che si incontra all’inizio della salita, verso la Pieve, ha una storia molto antica, ogni anno, in questo luogo, nella ricorrenza dell’Ascensione, si svolge il rito del “Bacio delle Croci”.

 

Fotografia di Ulderica Da Pozzo

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