Fondazione Luigi Bon
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Musica fra le nuvole

Comeglians
Sala l’Alpina
02 / 08
Sabato 2 Agosto 2014 - Ore 20:45

Stravinskij Ensemble


Massimo Somaglino
voce

Paolo Cossi
disegno

Giulia d’Andrea
direttore

Mariangela Lontani
flauto

Nicola Mansutti
violino

Emanuela Signorato
oboe

Elena Allegretto
viola

Elena Paroni
clarinetto

Federica Tavano
violoncello

Dario Braidotti
fagotto

Luca Zuliani
contrabbasso

Andrea Liani
corno
 

Elia Antonio Liut (Fiume Veneto, 6 marzo 1894 – Quito, 12 maggio 1952) La vita e il successo dell’aviatore, primo trasvolatore delle Ande ecuadoriane (raid Guayaquil – 4 novembre 1920) e fondatore dell’aeronautica dell’Ecuador. Narrazione, disegno dal vivo proiettato e musiche del ‘900 per ricordare una gloria dell’aviazione italiana nel periodo della prima guerra mondiale.

 

Massimo Somaglino partecipa come attore a numerose produzioni teatrali con compagnie nazionali: Teatridithalia per “I Turcs tal Friul” e “Caligola”, con il Teatro Litta di Milano per “La Salomè” e con il C.S.S. di Udine per “La Resurrezione” e “Bigatis”. Segue nel frattempo un percorso personale di ricerca sulle forme del teatro popolare, di figura e di narrazione: “Macbeth”, “Zitto, Menocchio!”, “Il bacio di una morta”, “Acqua, il sogno”, “Nati in casa”. Con la cooperativa “Academia de gli sventati” si occupa di Commedia dell’Arte: “La Patria del Friuli” 1995 - “Caterina e il Mamaluc” 1997 - “Magos” 1998 - “La crudel Zobia Grassa” 1999. Nell’estate 2000 dirige e interpreta per “Avostanis” la prima messinscena assoluta di “Infin il cidinor”, “Resurequie”. Paolo Cossi nel 2002 vince il primo premio al concorso “Jacovitti” che gli permette di frequentare gratuitamente la scuola del fumetto di Milano. Lo stesso anno pubblica per la “Biblioteca dell’immagine” il romanzo a fumetti “Corona, l’uomo del bosco di Erto” e “Tina Modotti”. Nel 2004 vince il premio Albertarelli dell’ANAFI come miglior nuovo autore italiano. Nel 2005 esce con altri 3 libri. Nel 2006 pubblica “La storia di Mara” nel 2007 esce con “1918, destini d’ottobre”, “Medz yeghern, il grande male” ed è autore di testi del libro “E tu chi sei?”. Collabora con la rivista ALP.

 

Giulia d’Andrea dopo un un’intensa attività cameristica e solistica come pianista, inizia lo studio della direzione orchestrale a Firenze e a Venezia. Dal 1996 lavora nel campo dell’organizzazione artistica e musicale nel contempo presenta lavori per prime esecuzioni assolute, arrangiamenti e orchestrazioni. Ha pubblicato la sua fiaba musicale “Un fantastico Marchese” con la Mots & Sons. Debutta al Teatro Piccolo Arsenale - Biennale di Venezia il 10 ottobre 2003 con la première Antinesca, opera lirica semiseria di cui è autrice delle musiche e del libretto. Nel 2010 replica il suo progetto Musica fra le nuvole a Cuenca, in Ecuador. Stravinskij Ensemble nasce nel 2001, come laboratorio musicale di ricerca ed è composta da affermati musicisti di area friulana che svolgono un’attività musicale in varie istituzioni italiane, in qualità di insegnanti di strumento, solisti e professori d’orchestra.

Sala l’Alpina

Comeglians è uno dei borghi autentici d’Italia. Per molti anni, grazie alla sua posizione strategica alla confluenza di tre valli, fu un centro importante per la raccolta e la distribuzione del legname. Nelle borgate del paese ci sono alcuni palazzi storici come Cjasa Botêr e Palazzo De Gleria. Situata su uno sperone roccioso è la Pieve di San Giorgio (XIV secolo), al suo interno custodisce preziosi mobili in legno e arazzi di origine tedesca. È raggiungibile da Comeglians tramite un sentiero che si inerpica nel bosco. Invece dalla frazione di Tualis parte una suggestiva strada che risale il Monte Crostis. È la Panoramica delle Vette, un itinerario molto apprezzato dagli appassionati di ciclismo che raggiunge quota 1900 m. regalando una vista mozzafato sulle montagne circostanti.

 

CJASA BOTêR E PALAZZO DE GLERIA

Sono tra le bellezze architettoniche del territorio di Comeglians. La prima risale al 1579, ora luogo d’incontri culturali ed esposizioni e sede dell’archivio Giorgio Ferigo, consultabile su richiesta all’associazione omonima. La seconda è l’unica struttura carnica catalogata come Villa Veneta.

 

fotografia di Ulderica Da Pozzo

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